lunedì 11 novembre 2013

I diritti dei bambini

I DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE


1

IL DIRITTO ALL'OZIO
 a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti

2
 IL DIRITTO A SPORCARSI
 a giocare con la sabbia, la terra, l'erba, le foglie, l'acqua, i sassi, i rametti

3
IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori, riconoscere i profumi offerti dalla natura

4
IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltatore e poter prendere la parola, interloquire e dialogare

5
IL DIRITTO ALL'USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare, plasmare la creta, legare corde,accendere un fuoco

6
IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, bere acqua pulita e respirare aria pura

7
IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade

8
IL DIRITTO AL SELVAGGIO
 a costruire un rifugio-gioco nei boschetti,
ad avere canneti in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi

9
 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell'acqua

10
IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle

lunedì 28 ottobre 2013

Corsi introduttivi all'uso del PC e del Web

Per le mamme (e non solo) di Torino e dintorni...
Può essere un'ottima opportunità per le mamme in dolce attesa...per tenersi impegnate ed accrescere le loro conoscenze!!!

  • Sei stufo di non sapere scrivere un documento di testo? 
  • Vorresti inviare un e-mail, ma non sai che pesci pigliare? 
  • Sei una nonna stanca di non riuscire a scaricare la macchina fotografica e quindi di non riuscire a vedere milioni di volte le foto del tuo nipotino sullo sfondo del pc di casa?
  • Vorresti farti due chiacchiere con quel tuo amico residente in Australia, ma non osi dire a nessuno che non riesci a capire come sia possibile farlo utilizzando un computer?
  • Ti piacerebbe tanto consultare quel blog di cucina, ma non sai come fare?
  • Credi di non essere poi così vecchio, ma ti senti lontano anni luce dal modo di vivere di oggi?


Se ti riconosci in almeno uno di questi casi o se leggendo questo testo hai pensato A QUALCUNO CHE CONOSCI....non disperare, non è troppo tardi!
 

Puoi e può farcela!

Sono pronta ad armarmi di pazienza e a dimostrare che il PC ed il Web non sono affatto dei mostri di cui aver paura!

Per info e programmi dei corsi: cristina.arbino@libero.it

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P.S.: se interessat@ ad entrambi i moduli, avrai uno sconto del 25%!!!!

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Note biografiche

Laureata nel 2009 in Scienze della Formazione - DAMS, attualmente sono addetta al web-editing, web-design, social-networking e docente di corsi di formazione di web design e web administration con CMS (Joomla e Wordpress), presso ProMAE S.r.l., società di Project Management & Application Engineering di Torino.







giovedì 19 settembre 2013

Dentini in arrivo!

Quella del neonato viene chiamata prima dentizione o decidua o da latte ed origina già durante la vita intrauterina, in genere intorno alla settima settimana di gestazione e si conclude intorno al compimento dei due anni.
Normalmente, erompono prima i due incisivi centrali inferiori; gli altri seguono via via.
L'ordine di crescita dei dentini è abbastanza preciso, mentre è variabile la cronologia temporale. Significa che di solito nascono gli incisivi, poi i canini, poi i molari, ma in quanto tempo non è dato di saperlo.
Alcuni bimbi addirittura, nascono già “dotati” di un dentino, altri aspettano il 10° mese di età per mettere il primo!
Il mio cucciolino, ad esempio, ha messo il primo a 8 mesi e ora che ne ha 11 è corredato di cinque magnifici chicchi di riso!!!

 

Sintomi dei dentini in arrivo...

La dentizione neonatale accompagna il piccolo lungo tutta la sua crescita. È normale che l'eruzione dei primi dentini possa arrecare qualche fastidio al bambino che, non potendo esprimersi con le parole, manifesta il suo malessere con il pianto e con i capricci.
Le gengive diventano gonfie ed infiammate, prudono e fanno male. Per questo il bambino tende a mordere qualsiasi oggetto, o a strofinare con frenesia il pugno o i dentaruoli da destra a sinistra, da dentro a fuori.
Siate pazienti Mamme, è davvero un processo fastidioso e doloroso talvolta! Fornite i vostri bimbi di dentaruoli rinfrescanti e non! Anche il ciuccio è un valido aiuto!

L'eruzione dei dentini spesso causa anche l'aumento della temperatura basale (Bubu, l'ultima volta ha avuto la febbre a 38 per 4 gg...), arrossamenti cutanei – soprattutto su guance e sederino – eccessiva produzione di muco e saliva, raffreddore, diarrea, bronchiti....disturbi del sonno, inappetenza.
Il mio piccolino ha manifestato in modo più o meno lieve, tutti questi sintomi tranne l'inappetenza e la bronchite!

  • Inciso: Ma perchè si arrossa il culetto? che cosa c'entra con i denti? e la febbre, poi? In passato, era normale credere che l'eruzione dentaria "ipereccitasse" le vie nervose che regolano il tono viscerale dello stomaco e dell'intestino, causando quindi inappetenza, diarrea o vomito. Oggi, che siamo convinti di essere sempre più furbi, la letteratura medica nega che alla dentizione possano essere attribuiti disturbi come la diarrea e la febbre, poiché non esistono dati scientifici che ne chiariscano il rapporto di causa ed effetto. 
  •  Secondo me, invece, la correlazione c'è e viene negata o banalizzata dai dottori per timore che vengano sottovalutati segni di malattie in atto, attribuendoli erroneamente alla dentizione. La realtà é che il malessere generale del bambino è senz'altro collegato al fastidio che avverte nella bocca, che non dimentichiamolo, è l'organo del massimo piacere nonché strumento di esplorazione del mondo esterno......Le feci diventano “acide”, con conseguente culetto rosso-fuoco proprio perchè le difese immunitarie tendono ad indebolirsi e quindi, l'organismo è soggetto a contrarre lievi e passeggere infezioni respiratorie o intesitinali. In caso di scompensi della flora batterica, è normale che le evacuazioni siano più frequenti e acide, causando un rapidissimo e violento arrossamento della delicata pelle dei nostri bimbi.
  • Intervenire tempestivamente con acqua fresca sulle parti dolenti, cambi frequenti del pannolino, impacchi di olio di oliva puro sulle piaghette, crema alla calendula o all'ossido di zinco (senza schifezze incluse...), risolve la situazione. Ottima alleata anche CAMILIA, preparato omeopatico a base di camomilla e altre piante officinali

Cura dei dentini

È opinione comune che i denti decidui, essendo appunto destinati alla caduta, non debbano essere curati. Errore! In realtà, è estremamente importante prevenire eventuali patologie per almeno due buoni motivi:
  1. essendo più fragili e quindi più facilmente aggredibili i denti da latte sono più esposti al rischio d'infezione e quindi, a causare dolore
  2. se aggrediti da carie cadono più velocemente e questo può ripercuotersi negativamente nel lungo termine, causando problemi di allineamento/occlusione nella bocca del futuro adulto

Ovviamente, quando compaiono i dentini il bambino è ancora troppo piccolo per lavarsi i denti da solo: è dunque compito dei genitori prendersene cura, ma non con i tradizionali spazzolino e dentifricio!
Basta strofinare delicatamente sul dentino e sulle gengive una garza imbibita di soluzione fisiologica o utilizzare gli appositi prodotti per l'igiene orale divertendosi insieme.

Ma...a quest'età è corretto parlare di CARIE?
Eh sì, i denti da latte spesso si cariano.
Se il bambino è stato, o è allattato al seno, è meno probabile che ciò avvenga perchè il latte materno rinforza i denti favorendone la mineralizzazione con calcio e fosforo e ne proteggere lo smalto, ma in ogni caso, è fondamentale non proporre al piccolo bevande zuccherate oppure intingere il ciuccio nel miele per favorire il sonno...
Occhio quindi a tisane, succhi di frutta, merende zuccherate....



Per sopperire ad eventuali carenze di fluoro, ultimamente molti pediatri e dentisti consigliano di integrare la dieta dei bambini con una somministrazione supplementare di fluoro, di solito in gocce. Attenzione però a non somministrarlo in concomitanza ai lattincini poichè ne riducono l'assorbimento!



Al compimento del sesto anno d'età, comunque, il bambino esibisce orgoglioso tutti e 20 i dentini da latte, ma presto, questi verranno gradualmente rinnovati con quelli permanenti...i primi nati spesso saranno anche i primi ad essere “sostituiti”...che fatica eh?




giovedì 15 agosto 2013

Quando le mamme non sono felici


La depressione post partum è un fenomeno che è venuto alla luce con particolare forza negli ultimi anni. L'opinione pubblica ha scoperto con grande turbamento che le madri possono addirittura arrivare ad uccidere i propri figli. Questo comportamento è tanto più sconcertante se si pensa che sono proprio le madri ad avere il compito di far nascere i figli, di proteggerli dai pericoli esterni e di farli crescere per poi entrare nel mondo adulto. Cerchiamo allora insieme di capire quali sono le dinamiche psicologiche che portano una mamma ad entrare in questo vortice di pensieri e sentimenti negativi nel rapporto con il suo bambino.
Come già accennato nei precedenti post, il passaggio dal periodo della gravidanza a quello dell'essere madre è particolarmente delicato, è in questo momento che la mamma deve iniziare a distinguere tra fantasie inconsce e realtà, rispetto al neonato e al mondo che la circonda. In questo primo periodo è assolutamente normale avvertire in alcuni momenti moti di rabbia o frustrazione nei confronti del bambino. Se pensiamo per esempio ad un bambino che si svegli spesso la notte, o rifiuti di mangiare, possiamo capire che tutto questo può mettere i neogenitori a dura prova e, dal momento che siamo tutti esseri umani coi nostri limiti, è normale provare a volte anche sentimenti negativi. In situazioni normali, questi pensieri vengono facilmente represse dalla madre, anche attraverso l'uso di meccanismi di difesa evoluti, come l'autoironia. Nonostante questo, nel contesto della nostra società è purtroppo radicato lo stereotipo per cui la neomadre deve solamente gioire della propria maternità, senza esprimere alcun tipo di turbamento. Per questo motivo, emozioni e pensieri del tutto normali e "umani" non sono facilmente accettati dalla donna e ancor più dalle persone che le sono accanto e tendono ad essere negati, per lasciare il posto ad un'immagine di serenità e dedizione totale che non corrisponde però alla realtà dei fatti.
Dicevamo quindi che il divenire genitori implica un processo di elaborazione e di riorganizzazione della personalità, l'acquisizione del ruolo materno e l'attivazione del sistema di accudimento del bambino. Questi processi psichici sono solitamente elaborati durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del bebè a livello inconscio dalla donna. Nei casi in cui questa elaborazione non avvenga o si attui soltanto parzialmente, possono avere origine quadri psicopatologici più o meno gravi. Solitamente si distinguono tre tipi principali di condizioni che la neomadre può trovarsi a vivere:
  • il maternity blues o baby blues
  • la depressione post-partum
  • la psicosi puerperale
Il "maternity blues" è un lieve disturbo transitorio di cui soffre più della metà delle donne occidentali nei giorni immediatamente seguenti il parto. E' caratterizzato da crisi di pianto, oscillazioni del tono dell'umore e ipersensibilità che si accentuano intorno al quinto giorno dopo il parto e tendono a durare alcune ore o alcuni giorni.

Il quadro clinico della depressione post-partum è caratterizzato invece da sentimenti d'inadeguatezza, d'incompetenza e di disperazione, collera, ipersensibilità, ansia, vergogna, odio e trascuratezza verso se stesse e verso il bambino, disturbi del sonno e dell'appetito, calo del desiderio sessuale e pensieri suicidari.
Oltre alla ovvia motivazione ormonale, dovuta al brusco riassestamento dei livelli ormonali dopo il parto, esistono secondo la letteratura alcuni fattori predisponenti allo sviluppo di una depressione post partum, tra cui l'aver perso la propria madre prima degli 11 anni, la mancanza di una relazione intima coniugale, la mancanza di un lavoro retribuito e la presenza in famiglia di tre o più figli sotto i 14 anni.
Lo stato depressivo della madre va naturalmente ad influenzare la relazione madre-bambino: in questa situazione, infatti, la madre, pur essendo fisicamente presente col suo bambino, non lo è a livello emozionale, tende ad essere "inaccessibile" all'interazione con lui, non "rispecchia" il comportamento del neonato e il gioco reciproco tende ad essere sporadico, interrotto e caratterizzato da un basso tono emotivo.

In alcuni tipi di personalità invece l'evento della maternità può portare degli squilibri così profondi da generare una psicosi puerperale. In questo stato la neomadre mostra un ritiro in sè stessa, è triste, rifiuta completamente il suo bambino, è apatica, trasandata, trascura la sua igiene personale, mostra insonnia e inappetenza. Può riferire allucinazioni, per lo più uditive, e idee deliranti di tipo paranoide. Questo stato può avere una remissione spontanea e può durare qualche giorno, mese o anno. Nel caso di remissione spontanea gioca un ruolo fondamentale la capacità dei famigliari di tollerare, assorbire e rielaborare l'angoscia della neomamma. Tra le manifestazioni più allarmanti relative a questo stato vi sono i tentativi di suicidio o le spinte aggressive o distruttive nei confronti del bambino. Bisogna però sottolineare che il più delle volte la donna, prima di arrivare a comportamenti di tale gravità, esplicita il proprio bisogno d'aiuto. Se questa espressione di sofferenza non viene ascoltata per l'assenza di un ambiente famigliare sufficientemente supportivo, la rabbia e il desiderio di uccidere il bambino può diventare molto forte. Alla base di questo desiderio c'è nella madre la fantasia inconscia che il bambino soffre e soffrirà sempre di più: solo la morte quindi, può salvarlo. Vediamo quindi come, seppur in modo drammaticamente distorto, anche in questo caso sia l'amore che la madre prova per il suo bambino a spingerla a compiere un gesto così terribile.

Il quadro che ho cercato di dare è ovviamente molto limitato, questi sono argomenti che richiederebbero un'elaborazione molto più estesa, ma spero che possa comunque essere utile per avere un'idea generale di questi fenomeni, purtroppo più diffusi di quanto si creda o si preferisca credere.

Leggi anche Le mamme perfette (grazie a Dio non esistono)
e Allattamento: un grande caos!